Fumone

Fumone: storia, cosa vedere e cosa fare nell'”Olimpo di Ciociaria”

Arroccato su un cono isolato di roccia a 783 metri sul livello del mare, tra i monti Ernici e i monti Lepini, Fumone domina con il suo profilo inconfondibile l’intera pianura circostante. Fu proprio questa vista, capace di spaziare dalla valle del Sacco fino alla conca tra Fiuggi e Alatri, a ispirare allo scrittore Curzio Malaparte, nella prima metà del Novecento, la celebre definizione di “Olimpo di Ciociaria”. In provincia di Frosinone, a una manciata di chilometri da Alatri, Anagni e Ferentino, Fumone è oggi uno dei borghi più affascinanti e meglio conservati della Ciociaria: un luogo dove la storia, quella vera, si è scritta tra le mura di un castello che fu prigione di un papa e roccaforte inespugnabile per oltre cinque secoli.

Dove si trova Fumone

Fumone sorge su un colle di forma conica, visibile a grande distanza, in posizione isolata tra i monti Ernici e i monti Lepini. Il territorio comunale, di 14,8 km², digrada dai rilievi montuosi fino a raggiungere le sponde della Riserva Naturale del Lago di Canterno, i cui isolotti meridionali ricadono proprio nel territorio di Fumone. Il paese confina con i comuni di Alatri, Anagni, Ferentino e Trivigliano. Dista circa 70 km da Roma in linea d’aria (poco più di un’ora d’auto) e circa 12 km da Frosinone, città natale della sua provincia di appartenenza.

La storia di Fumone

Le origini e il nome

Le origini di Fumone si perdono nella leggenda: per lungo tempo si è creduto che il colle fosse l’antica Antenna degli Ernici e il rifugio di Tarquinio il Superbo in fuga da Roma nel V secolo a.C. Più probabilmente, la sua posizione geografica favorevole fu sfruttata prima dagli Ernici — che avevano in Alatri, Anagni e Ferentino i loro centri maggiori — e poi dai Romani, per il controllo del territorio circostante. Il nome Fumone deriva da una pratica militare difensiva di epoca medievale: dall’alta torre di avvistamento veniva innalzata una colonna di fumo per segnalare l’arrivo di un pericolo imminente, dando origine anche al celebre adagio popolare “Quando Fumone fuma, tutta la Campagna trema”.

Una fortezza inespugnabile

Per oltre cinquecento anni, tra l’XI e il XVI secolo, il Castello di Fumone fu la principale fortezza militare dello Stato Pontificio nel Basso Lazio, punto di avvistamento fondamentale per la sicurezza di Roma durante le incursioni saracene e normanne. I segnali di fumo lanciati dalla torre avvertivano l’intera Campagna e Marittima dell’arrivo di truppe nemiche lungo la via Casilina. Il maniero si rivelò talmente inespugnabile da resistere ai tentativi di conquista di Federico Barbarossa e, nel 1186, di suo figlio Enrico VI: riuscì a piegarlo, nel Duecento, solo papa Gregorio IX, e non con la forza ma pacificamente, dietro pagamento di un’ingente somma di denaro.

La prigione dei papi

Il castello fu teatro di due episodi che ne segnarono la fama. Nel 1121 vi morì prigioniero Maurizio Bordino, l’antipapa francese noto come Gregorio VIII, condotto a Fumone da papa Callisto II: il suo corpo, sepolto tra le mura della fortezza, non fu mai più ritrovato. Ben più celebre è la vicenda del 1295, quando tra queste mura venne rinchiuso Celestino V, al secolo Pietro da Morrone, che dopo appena pochi mesi di pontificato aveva rinunciato alla tiara papale. Dopo dieci mesi di prigionia, trascorsi secondo la tradizione murato vivo in una cella attigua a quella che oggi è una cappella a lui dedicata, l’anziano pontefice morì a Fumone il 19 maggio 1296, forse assassinato per volere del suo successore Bonifacio VIII. Da quel momento il castello, oltre al suo valore militare, assunse anche un profondo significato spirituale.

Dai marchesi Longhi a oggi

Perso il proprio ruolo strategico nel corso del Cinquecento, il maniero rischiava il degrado quando, nel 1584, papa Sisto V decise di affidarlo, quale luogo di memoria storica legato a Celestino V, alla famiglia dei marchesi Longhi di Roma. La scelta non fu casuale: un antenato della famiglia, il cardinale Guglielmo Longhi, nominato da Celestino V stesso, aveva contribuito a diffonderne il culto proteggendo l’ordine dei Celestini. Da allora il castello, oggi Castello Longhi-De Paolis, è rimasto proprietà della stessa famiglia, che nel Seicento vi realizzò il celebre Giardino Pensile e che nel 1988 donò al Comune la Casa Museo dedicata ad Ada e Giuseppe Marchetti Longhi.

Cosa vedere a Fumone: monumenti e luoghi di interesse

Il centro storico si raggiunge attraverso due varchi: Porta Romana, l’ingresso principale, e Porta Napoletana, che in origine fungeva da uscita di sicurezza. Passeggiando tra i vicoli si incontrano ancora tracce medievali autentiche: i resti di un’antica cucina in via Cavone, un robusto portico in via Torricelle e brani di mura poligonali visibili in piazza di Porta Romana e lungo via della Croce.

Il Castello Longhi-De Paolis

Menzionato per la prima volta in un documento del X secolo ma probabilmente più antico, il castello è il cuore monumentale di Fumone. Al piano nobile si conservano due ambienti legati a Celestino V: la cappella settecentesca costruita in sua memoria e, accanto, la cella dove il papa trascorse gli ultimi mesi di vita. Il museo interno custodisce reperti archeologici e, tra le storie che si raccontano durante la visita, spicca quella tragica del piccolo marchesino Francesco Longhi, ucciso a soli tre anni dalle sue sette sorelle: la madre, sconvolta dal dolore, ne fece imbalsamare il corpo, ancora oggi custodito nel castello. Nel 1988 la famiglia Longhi ha donato al Comune la Casa Museo Ada e Giuseppe Marchetti Longhi, che racconta la vita di Giuseppe Marchetti Longhi, archeologo, studioso e senatore del Regno. Il castello, oggi Dimora Storica del Lazio, ha reso accessibile il proprio percorso di visita anche a persone con disabilità sensoriali e intellettive, grazie a un sistema multisensoriale con pannelli tattili, QR-code audio e video in lingua LIS.

Il Giardino Pensile

Realizzato dai marchesi Longhi nel corso del Seicento unificando i camminamenti di ronda, i fossati e i quattro torrioni interni del castello, il Giardino Pensile di Fumone è uno dei rari esempi di giardino classico all’italiana sospeso in Europa. Con i suoi 3.500 m² è considerato il più esteso tra i giardini pensili situati a un’altitudine pari o superiore agli 800 metri sul livello del mare, e regala dalla sua terrazza panorami che spaziano su tutta la Ciociaria.

Chiesa Collegiata della Santissima Maria Annunziata

La cui esistenza è documentata sin dal 1147, sorge nel cuore del centro storico e fu profondamente trasformata dai restauri di fine Settecento, che le hanno conferito l’attuale impianto basilicale in stile tardo rinascimentale con accenti barocchi. All’interno si conservano un altare marmoreo settecentesco, una fonte battesimale del XII secolo, un affresco raffigurante San Pietro e Celestino V, il quadro dell’Annunziata realizzato dal Buttaragi nel 1786 e la statua d’argento del patrono San Sebastiano, opera dell’orafo Giovanni Giardini databile al 1696-1697, che durante i festeggiamenti patronali viene portata in processione su una macchina lignea dorata del XVII secolo.

Chiesa dei Santi Michele e Gaugerico

Sorta nel XII secolo a ridosso del castello e del Giardino Pensile, questa piccola chiesa gotica colpisce per il monumentale portale d’ingresso, sulla cui facciata si distinguono ancora resti di archi a sesto acuto. Al suo interno si conserva una tela settecentesca raffigurante San Gaugerico, vescovo francese cui è dedicato l’edificio insieme a San Michele Arcangelo.

Chiesa della Madonna delle Grazie

Nata come semplice edicola votiva sul crocevia dell’antica strada che collegava Ferentino a Fumone e Alatri, fu in seguito racchiusa in una piccola chiesa costruita per proteggere le pitture originarie dagli agenti atmosferici, ancora oggi ben conservate.

Chiesa di San Pietro Celestino V

Situata nella frazione Pozzi, fu voluta e donata dal papa Paolo VI in seguito alla sua visita a Fumone del 1° settembre 1966, un gesto che lega ancora una volta il piccolo comune ciociaro alla memoria del pontefice del “gran rifiuto”.

Natura e dintorni di Fumone

A pochi chilometri dal centro storico si estende la Riserva Naturale Regionale del Lago di Canterno, uno dei bacini carsici più estesi del Lazio, la cui porzione meridionale, isolotti compresi, ricade nel territorio comunale di Fumone. Le sue sponde, immerse nel verde tra i monti Ernici e Lepini, sono meta ideale per passeggiate, birdwatching e picnic, oltre a offrire uno dei punti di ristoro più suggestivi della zona. Il territorio comunale, che spazia dai rilievi montuosi del Monte Maino e del Monte del Lago fino alle rive del lago, regala scorci naturalistici molto diversi tra loro nel giro di pochi chilometri.

Eventi e tradizioni

La vita di Fumone è scandita ancora oggi da un ricco calendario di feste popolari e religiose. La più sentita è la Festa di San Sebastiano, patrono del paese, celebrata due volte l’anno: il 20 gennaio e il lunedì successivo alla Pentecoste. La tradizione, che affonda le radici nel Medioevo, prevede l’elezione a sorte del “festarolo”, il cittadino che per un anno intero si occupa dell’organizzazione dei festeggiamenti e custodisce “la mazza”, il bastone sormontato dal busto del santo. Durante la festa si distribuiscono di casa in casa le tipiche ciambelle in onore di San Sebastiano, un tempo lanciate dal campanile della Collegiata.

Il 19 maggio, anniversario della morte di Celestino V, si tiene la processione religiosa del Trapasso di Celestino V, mentre nel giorno del Corpus Domini le vie del centro storico si vestono con i disegni floreali dell’Infiorata. Il calendario spirituale del paese comprende infine il tradizionale Pellegrinaggio al Santuario della Santissima Trinità.

Cosa mangiare e cosa comprare a Fumone

La cucina di Fumone affonda le radici nella tradizione contadina ciociara. Il piatto che più rappresenta il borgo sono le sagne pelose, una pasta fresca artigianale preparata senza uova, condita solitamente con sughi semplici a base di pomodoro, aglio e peperoncino o con legumi. Come nel resto della Ciociaria, non mancano l’olio extravergine d’oliva locale, i formaggi ovini di produzione contadina e i vini del territorio, prodotti che è possibile degustare nei ristoranti e negli agriturismi della zona insieme ai piatti della tradizione, dalla carne alla griglia ai primi fatti in casa.

Dove dormire a Fumone

Chi desidera soggiornare a Fumone può scegliere tra piccole strutture ricettive nel borgo e i numerosi agriturismi e B&B disseminati nella campagna circostante, molti dei quali offrono cucina tipica a chilometro zero e vista sui monti Ernici o sul Lago di Canterno. Nel raggio di pochi chilometri si trovano inoltre le strutture ricettive di Alatri, Anagni e Ferentino, comodo punto d’appoggio per chi vuole visitare più borghi della Ciociaria in un unico soggiorno.

Per un pasto tipico, punti di riferimento del territorio sono il Ristorante del Pescatore, affacciato sulle rive del Lago di Canterno, la Pizzeria da Walter nel cuore del centro storico e locali come La Taverna del Barone, tradizionalmente coinvolta nella preparazione dei piatti tipici delle feste patronali.

Informazioni utili su Fumone

DatoInformazione
ProvinciaFrosinone
Regione storicaCiociaria (Lazio)
Abitanticirca 1.936
Altitudine783 m s.l.m. (punto più alto 793 m)
Superficie14,8 km²
Santo patronoSan Sebastiano (20 gennaio e lunedì dopo Pentecoste)
DiocesiAnagni-Alatri
Distanza da Romacirca 70 km (circa 1h 10 in auto)
Distanza da Frosinonecirca 12 km
Comuni limitrofiAlatri, Anagni, Ferentino, Trivigliano
Come arrivare in autoSP 24 (Fumone-Alatri-Ferentino), SP 36 e SP 201 (verso Lago di Canterno)
Come arrivare in trenoStazione di Frosinone (circa 12 km), poi bus o navetta
Come arrivare in busLinee COTRAL da Frosinone e dai comuni limitrofi
Aeroporti più viciniRoma-Ciampino (circa 59 km), Roma-Fiumicino (circa 86 km)